Come mio papà

Ho letto stamattina del fiocco azzurro di un giocatore della Sampdoria, Jonathan Rossini. Voglio fare gli auguri da papà al neonato Carlo e questo ragazzo, un giovanotto di 23 anni, un giovanissimo neo-padre che stasera ha giocato e vinto insieme ai suoi compagni, e insieme a noi tifosi, una partita molto importante...



Sì, ok, il calcio negli ultimi anni ha offerto il lato più brutto, ma certe genuine emozioni vissute da tifoso sono forse poco comprensibili se viste dall'esterno, ma assolutamente intense e reali. Nella mia storia personale di figlio e padre, "l'andare allo stadio" è un'attività che non si è spenta. Nata a fine anni 80 grazie al mio papà che oggi non c'è più, perchè la frase del nostro inno - "per che squadra tieni? come mio papà" - non è solo un verso di una canzone, ma è qualcosa che io ho dentro. Qualcosa che è fiorito in uno stadio in costruzione, per i mondiali del 90. Cresciuto dentro un adolescente timido e introverso che oggi è un papà fiero e orgoglioso. "Il tifoso" è parte del mio essere, una parte coltivata e coccolata insieme ad amici diventati icone, simboli, fratelli. Amici senza i quali non mi vedrei in questo mondo. Stanotte sono un tifoso felice, anche se niente è deciso. Un papà-tifoso felice. Auguro alle mie figlie di trovare, non necessariamente nel pallone, un elemento di coesione tanto forte quanto è il calcio per me e miei amici...


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